Google: al via “Made in Italy, eccellenze in digitale”

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Notizie distribuzione : Google ha presentato il progetto “Made in Italy: eccellenze in digitale”, che si propone di avvicinare le imprese del Made in Italy alla rete e al suo grande potenziale economico e di export, far conoscere le eccellenze del…

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Vieni a ballare in…#Salento

Odore di pini e ulivi, canto di cicale, calore che ti avvolge il corpo, profumo di mare…queste le prime sensazioni quando si arriva nel mio Salento…una terra incantata, magnifica, tutta da raccontare….

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Il Salento, stretta e lunga penisola che si estende tra Adriatico e Ionio, ricopre una superficie di oltre 5.000 Km² e si protrae a sud delle Murge inferiori. Uno degli aspetti che caratterizza il paesaggio salentino è il fenomeno carsico rappresentato dall’azione dell’acqua sul terreno calcareo attraverso cui si determinano erosioni della superficie esterna determinando la formazione di doline e grotte.

Il Salento è un meraviglioso mondo che racchiude arte, tradizione popolare e storia antica come testimoniano i dolmen, i menhir, le specchie, le pajare e i muretti a secco. Il paesaggio rurale è rimasto intatto. Le pietre sembrano raccontare la travagliata storia di questa terra saccheggiata dai popoli nel tempo.

Ogni città del Salento è un gioiello di rara bellezza nel quale si trovano centri storici con case a corte e balconate particolari che danno un tocco antico e che contrasta con la fantasia del mondo moderno. Masserie fortificate, imponenti torri costiere, palazzi nobiliari, chiese barocche abbelliscono ogni angolo di questa splendida terra. Il Salento è una terra in cui si sono generate diverse culture e hanno trovato il centro del loro essere.

Il Salento è uno scrigno di arte e di storia che merita di essere conosciuto e apprezzato per le bellezze naturali, artistiche, culturali e architettoniche che caratterizzano questo lembo di terra.

Il Salento inteso come Puglia, grazie alla sua splendida posizione geografica ha molti km di costa molto varia e quindi accontenta generalmente tutti i gusti. Partendo da Santa Maria di Leuca, il luogo di riferimento è Punta Ristola l’estrema punta del tacco d’Italia, e spostandosi lungo il versante ionico la costa è prevalentemente bassa, la vista si apre ad un orizzonte ampio sia se si gruarda il mare sia se si guarda l’entroterra; lunghe e belle distese di sabbia bianca sono la nota prevalente di questo versante del Salento. Torre Vado, Pescoluse, Torre Mozza, Lido Marini, Marina di Mancaversa, Punta Pizzo aGallipoli, Porto Selvaggio che vanta una spiaggia stupenda chiusa in una caletta all’interno della riserva naturale, per finire con Sant’Isidoro e Porto Cesareo.
Il versante che invece va da Punta Ristola (nele cui vicinanze troviamo LE TRE PORTE una delle grotte visibili dal mare e dall’alto della costa tra le più belle) verso Otranto vanta una costa alta e frastagliata che offre viste mozzafiato e splendidi scenari in una natura incontaminata. Sul lato Adriatico la costa si fa più frastagliata e rocciosa ma lascia anche spazio a lunghe distese di spiaggia bianca e mare azzurro, una tra tutte la costa dei Laghi Alimini di Otranto. Sempre su questo versante meritano una visita Santa Cesarea Terme, La Grotta Zinzulusa e Castro Marina  mete irrinunciabili per chi viene nel Salento.

 GALLIPOLI

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Gallipoli deriva il proprio nome dal greco kalos e polis, cioè “bella città”;  si affaccia sulla costa occidentale della Penisola Salentina, nel Golfo di Taranto. Vista dall’alto, sembra galleggiare in uno dei tratti più limpidi del Mar lonio, unita al continente da una sottile lingua di terra. Una città-isola, percorsa, nel suo centro storico, da un labirinto di vie strette e tortuose e minuscole corti (tipico impianto orientale), fatta di basse case bianche dipinte a latte di calce.

Da visitare: La Cattedrale, in Barocco Leccese, dedicata a Sant’Agata, presenta nell’interno pitture settecentesche e un meraviglioso pavimento in ceramica con medaglioni di fiori e frutta; la Chiesa di Santa Maria della Purità, eretta dalla corporazione dei “bastagi”, gli scaricatori di porto della città. La fontana greco-romana adorna di fregi e di cariatidi che inquadrano la metamorfosi di Dirce, Salmace e Biblide, trasformate in fonti. Alla sinistra del ponte che dà accesso alla città vecchia di Gallipoli, sorge il castello-fortezza fatto erigere da Carlo d’Angiò alla fine del 1500 su di un edificio preesistente. I palazzi del centro storico di Gallipoli, palazzo Tafuri, palazzo Senape, palazzo Balsamo e palazzo Venneri (Fedele) sono in gran parte in stile Barocco, ed ostentano cornici e colonne riccamente intarsiate. Il porto di Gallipoli è protetto dai Molo Foraneo che prosegue nei Molo Tramontana. È un porto mercantile che ospita circa 200 imbarcazioni da pesca. 5 banchine dedicate allo scarico dei pesce con 200 attracchi totali. 
Le imbarcazioni da diporto 5000 ormeggiate nel vicino Porto San Giorgio. Tradizionalmente Gallipoli è città di pescatori.

All’interno del centro storico esiste una spiaggetta a cui si accede scendendo delle scale che collegano il centro storico con il porto turistico, che è chiamata Spiaggia della Purità, dal nome della Chiesa della Purità che si trova esattamente sopra la spiaggia. Qui è conservata la Statua di Santa Cristina, patrona della città che viene festeggiata con processione, luminarie e spettacoli pirotecnici il 24 luglio.

 LECCE

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Lecce, capoluogo del Salento, una città signorile che in epoca barocca – grazie alle caratteristiche del morbido calcare locale e all’abilità dei suoi maestri – si è regalata un elegante abito di leggerezza.

La sua parte centrale è piazza S. Oronzo, dalla quale si snodano una serie di vie e viuzze dalla bellezza sorprendente. La città storica  è circondata dalle cinquecentesche mura di cui ancora oggi esistono le porte di S. Biagio, Rudiae e Napoli.

Lecce conserva numerose testimonianze delle varie epoche: dai suppellettili alle ceramiche messapiche, dal teatro romano eretto sotto gli Antonini, al grandioso anfiteatro risalente al secondo secolo dell’ era cristiana; dal Duomo di Lecce (1144), completamente rifatto tra il 1659 e il 1670; la chiesa di San Niccolò e San Cataldo del 1180. Rinascimentale invece la Chiesa di Santa Croce del 1532 che accolse successivamente nella sua grandiosità anche elementi barocchi. Di stile Barocco Il convento dei Celestini , la Chiesa di San Francesco, la chiesa del Rosario, il Seminario Vescovile e la Chiesa di Santa Teresa purtroppo rimasta incompiuta.

La visita di Lecce può cominciare in piazza Sant’Oronzo, fulcro del nucleo storico, caratterizzata un tempo da portici e botteghe. Su piazza Sant’Oronzo si affacciano il Sedile, o Palazzo del Seggio, il Teatro Romano, l’Anfiteatro Romano, che d’estate ospita concerti e spettacoli di musica e danza. Sul lato orientale della piana prospetta invece la classicheggiante facciata della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, con un pregevole soffitto in legno di noce intagliato.

Via Vittorio Emanuele – il “Corso”, elegante e animato palcoscenico cittadino – porta in piazza del Duomo, detta anche ‘cortile del Vescovado’, dominata dal campanile a cinque piani, dalla cui sommità si gode il miglior panorama della città. Qui il Duomo, un capolavoro del Barocco Leccese, realizzato nel 1659-70 da Giuseppe Zimbalo, detto “Zingarello”, che disegnò la fastosa facciata sinistra e lasciò un aspetto più sobrio all’originario ingresso principale. Questo è rivolto verso il Palazzo Vescovile, magnifico fondale della piazza grazie anche alla sua loggia balaustrata che si piega fino a congiungersi con il Palazzo del Seminario, nel cui cortile c’è un pozzo decorato con tralci d’acanto, grappoli d’uva, angeli e festoni.

La Basilica di Santa Croce, è uno dei più meravigliosi esempi dello stile secentesco leccese, che, soprattutto nella parte superiore della facciata, rivela una sfrenata fantasia con la sua selva di figure umane, animali, vasi fioriti, grottesche cariatidi e cornici, come quella che adorna il rosone centrale. La sontuosa scenografia della basilica – dovuta al genio di un altro Zimbalo, Francesco Antonio e Cesare Penna e di Gabriele Riccardi, cui si deve il disegno dell’interno – prosegue, quasi senz’interruzione, nel contiguo Palazzo del Governo.

Il Palazzo del Governo, eretto dalla metà del XVI o alla fine del XVII secolo, come Convento dei Celestini e oggi sede della prefettura e dell’amministrazione provinciale. Sono dello “Zingarello” le decorazioni del lungo prospetto a bugne dell’edificio. Sul lato opposto di via Umberto I, poco più avanti, c’è Palazzo Adorno, fastoso esempio di architettura civile del 1600; caratterizzato da un cortile a loggia (aperto al pubblico, 10/13 e 16/19,30; ospita soprattutto eventi culturali).

Imperdibile la Festa di Sant’Oronzo, dal 24 al 26 agosto, il patrono della città martirizzato da Nerone, prevede processioni, concerti bandistici, spettacoli di musica leggera e fuochi pirotecnici.

OTRANTO

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 Otranto prende il nome dal fiumicello Idro (Hydruntum) che sfocia nel porto di Otranto. La data di nascita della città di Otranto non è precisa ma risale ai Messapi nell’anno 1000 a.C. Nel corso dei secoli fu invasa dai Romani, dai Normanni, dagli Angioini e gli Aragonesi; ma l’invasione più terribile fu quella turca, che distrusse Otranto e si consumò la strage degli ottocento otrantini decapitati, precisamente nel 1480 (oggi i resti degli 800 martiri di Otranto sono conservati nella Cattedrale dell’Annunziata di Otranto).

Oggi Otranto è una città affascinante e parla della sua storia attraverso le sue chiese e i suoi monumenti. Otranto si divide in borgo antico, circondato dalle sue mura fortificate, e in città nuova.

Vi si accede da Porta Terra, che si apre lungo un bastione, recentemente restaurato, di epoca napoleonica. Una volta entrati, ci si trova in una piazza triangolare, realizzata nella seconda metà di del Cinquecento. Più avanti si erge Porta Alfonsina, costruita nel 1481 e dedicata ad Alfonso, duca di Calabria, al quale si deve la liberazione del bordo dagli Ottomani. L’arteria principale è corso Garibaldi, ricca di negozietti e di e botteghe aperte in genere fino a tarda sera, che si conclude in piazza del popolo con la Torre Dell’Orologio del 1799 impreziosita dallo stemma cittadino. Camminando tra localini e bar, si giunge a Porta a Mare, che, dopo una lunga scalinata in legno, conduce al porto. Il miglior panorama del porto si coglie dal Bastione dei Pelasgi.

I monumenti più importanti della città di Otranto sono:
– il Castello Aragonese, edificato intorno al XVI secolo, avente pianta poligonale e torri cilindriche angolari; 
– la Chiesa di San Pietro, costruita tra il VII e l’VIII nel centro della città, rappresenta un esempio di architettura bizantina. 
– la Cattedrale dell’ Annunziata, costruita dai Romani nell’XI secolo. La sua particolare caratteristica è lo stupendo pavimento a mosaico realizzato dal monaco Pantaleone, che racconta scene tratte dall’ Antico Testamento e dall’ mito bretone di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Nella cattedrale di Otranto, come detto prima dal 1480, sono custoditi i resti degli ottocento martiri, uccisi perché opposero resistenza ai turchi. Durante la Festa dei Beati Martiri apre l’esposizione delle reliquie dei martiri idruntini, il 31 luglio; ogni zona pastorale delle Diocesi anima una serata commemorativa dell’eccidio, fino al solenne pontificale del 14 agosto, nella cattedrale, e alla processione per le vie della città, con banda e fuochi d’artificio.

LEUCA

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La radice greca del nome – Ieuké, bianco – è ben giustificata dall’immagine candida dell’abitato, sospeso su quell’antico promontorio considerato luogo sacro fin dall’antichità.

Leuca, o Santa Maria di Leuca, sorge all’estremità sud del Salento. Un vero balcone panoramico sul Mediterraneo, Santa Maria di Leuca è nota soprattutto per il Capo una località che divide il mare Jonio dall’Adriatico. A breve distanza, sulla scogliera di Punta Meliso, svetta un Faro, alto 47 metri e posto a 120 m dal livello del mare: merita una visita, per il panorama, e altrettanto merita percorrere la scalinata di 184 gradini che scende al porto di Marina

Il monumento più importante da visitare è il Santuario di Santa Maria di Leuca, risalente al primo secolo dopo Cristo, situato nella parte alta della città, dove lo si può raggiungere sia in macchina, che percorrendo una lunghissima scalinata che porta nel piazzale antistante al Santuario. Da questo piazzale inoltre si può notare lo splendido scenario della costa vista dall’alto, e in determinate condizioni climatiche le montagne dell’ Albania.

 GALATINA

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La visita della straordinaria Basilica di Santa Caterina vale il viaggio che porta a Galatina, nel cuore del Salento. Un concentrato di fantastici e splendidi affreschi caratterizza è situata nel centro storico di Galatina e si affaccia in piazza Orsini, incorniciando lo spiazzo insieme al refettorio dei Frati minori, oggi sede del Museo della Basilica, e palazzo Orsini, attuale sede del municipio. La basilica si rivela quasi a sorpresa, incantando lo sguardo, come se, dopo i profili barocchi della chiesa di San Pietro, non ci si aspettasse più tanta imponenza. L’edificio è uno dei rari esempi di architettura gotica nel Salento e si presenta con una facciata in stile romanico pugliese, con tre portali intagliati in pietra leccese e sormontati da rosoni, impreziositi da archetti pensili che seguono il profilo delle cuspidi. Il portale centrale è decorato da uno splendido architrave raffigurante Gesù assiso tra gli apostoli, raccolto da fasce scolpite con motivi vegetali e zoomorfi.

La basilica è stata realizzata tra il 1369 e il 1391 e fu ampliata per volere di Raimondello Orsini del Balzo. Fu sua moglie, invece, Maria d’Enghien, a ordinare che l’interno e le volte fossero completamente riaffrescati. E, varcando la soglia della Basilica, il progetto della bella Maria d’Enghien, gli affreschi che, secondo la leggenda, la contessa di Lecce disegnò secondo il suo volere, ha conservato intatti il suo valore e la sua bellezza. La contessa di Lecce chiamò i migliori pittori dell’epoca da Napoli per realizzare il suo progetto artistico, grande circa 2.500 metri quadri. I frescanti napoletani si dedicarono alla basilica per quasi tutta la prima metà del Quattrocento, raffigurando il ciclo dell’Apocalisse, la volta dei Sacramenti e il ciclo della Genesi; nella terza campata, il coro angelico e il ciclo cristologico; nella quarta, gli Evangelisti e il ciclo della vita di Santa Caterina; nella navata laterale destra, il ciclo mariologico. Un cielo di sfumature e di figure divine si apre sulle navate della chiesa, rubando l’attenzione e lo sguardo, rapito da questa splendida e impressionante pinacoteca sacra. Dalla pavimentazione al soffitto, si srotola un universo di esistenze affrescate, di storie da raccontare, costruite con tocchi di pennelli.

In Italia, la Basilica Orsiniana di Santa Caterina d’Alessandria è seconda solo alla Basilica di San Francesco d’Assisi, per la vastità dei suoi cicli pittorici. Ma l’edificio vanta un primato ben più importante. All’ombra dei rosoni o appollaiati sulle guglie interne, si affacciano dalla cornice di eleganti medaglioni, dolci angioletti in tunica, che si dilettano a suonare antichi strumenti medievali. Dalle volte della basilica, si leva un coro di 42 strumenti musicali, tra cui cialamelle, zampogne, doppi flauti, organi, vielle, mandole, arpe, tamburi, liuti, salteri, un’armonia che scende dal soffitto, di cui i putti musici di Galatina costituiscono la prima e la più importante rappresentazione in Europa. Una sorta di enciclopedia musicale, affrescata nel Quattrocento, di cui ancora non sono stati scoperti tutti i significati, al centro di sempre nuovi studi e convegni.

Scrigno di tesori, il complesso della Basilica di Santa Caterina comprende il chiostro, anch’esso affrescato, con dipinti databili intorno al Settecento, e il Museo, splendidamente ornato di freschi e impreziosito da un soffitto arabescato a scacchi bianchi e neri, contenente una collezione di reliquie e di ex voto.

 BUON VIAGGIO!

 

Five Top Social Media Management Dashboards For 2014 Reviewed

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Whether you’re an Internet Marketer or the owner of a business with an online presence, you probably know how tedious and time-consuming it is to manage all of your social media accounts as well as networks.

 

That’s where social media management dashboards come in. With such a dashboard, one can manage all of their social media accounts simultaneously. Here are reviews of the five top social media management dashboards for 2014….

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