Immensamente rosso, il cuore dell’Australia

Image

Ayers Rock e Kata Tjuta, 20-21 Settembre 2013
All’aeroporto di Sydney ci imbarchiamo per Ayers Rock…quasi tre ore di volo e dal finestrino vediamo solo deserto rosso….Per davvero non c’è nulla, o poco, nell’entroterra dell’Australia! Ma al termine del viaggio affiorano dal deserto i magnifici monoliti sacri agli aborigeni, Ayers Rock (o Uluru per gli aborigeni), il più famoso, e i monti Olgas, o Kata Tjuṯa. Rossi, imponenti, circondati dal nulla….
Alloggiamo in un villaggio, unica costruzione nel raggio di centinaia di chilometri, costruito apposta per i ricercatori, gli impiegati nella riserva naturale e i turisti…Niente male per essere nel deserto, c’è tutto l’occorrente per sopravvivere senza andare in città (anche perchè Alice Spring dista 6 ore di auto).
La guida ci accompagna all’interno del Parco Nazionale Uluru-Kata Tjuta, patrimonio UNESCO. Il parco è gestito da dieci persone, alcune aborigene, altre australiane, che lavorano insieme per la salvaguardia e la sostenibilità del parco; un ottimo esempio di collaborazione tra le due culture, molto diverso dalla realtà dei fatti, nella quale gli aborigeni sono tuttora emarginati dalla società. Kata Tjuta è formata da 36 cupole di pietra arenaria, alla quale possono accedere solo aborigeni uomini. Proprio per questo i visitatori e gli impiegati nel parco non hanno accesso alla maggior parte della formazione, pertanto vengono organizzati tour guidati solo nella zona agibile (wow, rispetto per la cultura!). La visita consiste in una camminata tra le rocce, per ammirare da vicino le forme della pietra, i cambiamenti di colore, i giochi di luce…
La seconda tappa è Uluru, monolite anch’esso sacro agli aborigeni ma meno frequentato da questi se non per importanti cerimonie e funerali, perché ormai colonizzato dai turisti. Ammiriamo la formazione dal punto panoramico; è quasi l’ora del tramonto e assistiamo ad un cambio di colore della roccia man mano che il sole si abbassa….rosso scuro, dorato, rosso fuoco, bronzo, marrone…uno spettacolo incredibile, anche se alquanto “turistico” (intorno a noi decine di turisti da ogni parte del mondo), accompagnato da un piccolo buffet offerto dal parco.